not necessarily an ordinary life

martedì 6 settembre 2011

godot fra i due neuroni

-Stai già partendo in quarta. Aspetta!
-Cosa?
-Un simbolo, un segno, un segnale....
-Qualcosa tipo una croce nel cielo?
-Ecco, lo vedi, non mi prendi sul serio.
-No, lo ammetto, preferisco fare di testa mia.
-Non che i risultati abbondino, ma lasciamo perdere...
-Ma sì, succederà come tutte le altre volte, non ti preoccupare.
-E' appunto questo che preferirei evitare.
-Anche io, ma sembra che non ci sia verso.
-Ma certo che c'è: devi vedere, capire, aspettare...
-Cosa?
-Un segno, un segnale...

mercoledì 20 luglio 2011

la pala gira

Questo albergo ha sicuramente conosciuto tempi migliori, ma è costato poco e ci rimarrò una notte soltanto. La camera è piccola, senza aria condizionata. C'è un ventilatore sul soffitto. La pala gira ma sposta solo aria calda. Fuori non c'è sole, ma è solo l'afa che lo nasconde. La pala gira e non vale la pena farsi una doccia, già respirare costa fatica. La pala gira, tanto lo so che tra un attimo non sarò più cosciente, cadrò in un sonno senza sogni. La pala gira e sta esattamente sopra la mia testa, chissà con che cosa la avranno fissata. La pala gira e non disturba nemmeno la colonna di moschini impavidi accanto al lavabo. La pala gira e si porta dietro il soffitto e la sua ombra. La pala gira, oddio, non è che mi sta ipnotizzando? La pala gira, ma accidenti, il movimento non doveva essere un'illusione, eh, Zenone? Achille non raggiungerà la tartaruga e io non arriverò a spegnere la luce, con le mani piccole che mi ritrovo. La pala gira, ma vuoi vedere che ha capito tutto lei, che va avanti anche se è palesemente inutile il suo sforzo. La pala gira, ma io ormai quasi dormo e se non la guardo forse smetterà. O ha già smesso, tanto è uguale, tanto è tutto immobile, tanto non serve. La pala gira, buonanotte.

Questa camera d'albergo esiste solo nella mia mente, però grazie a:
- i moschini in colonna in una pensioncina di Oporto
-l'afa soffocante di Malta
-la pala che girava in non mi ricordo più che paesino in Francia o era Grecia, o Spagna chi lo sa?
-quelle sere che mi addormento sul divano o sul tappeto, a casa mia

domenica 26 giugno 2011

road to nowhere

Ci sono certe strade che ti trovi a percorrere sempre anche senza volerlo. Una di queste è una statale in Lombardia che da Milano porta quasi fino al Po. Mio padre ci passava per andare al lavoro la mattina prestissimo e io ripetevo lo stesso tragitto per andarlo a riprendere qualche volta. Dall'università in poi quella statale l'ho sempre percorsa allegra, spensierata, per tirar tardi e dormire dalle mie amiche. Poi quelle amiche si sono sposate, hanno avuto figli e io su e giù per la pianura padana sempre col sorriso. Ancora mi è capitato di andarci un mezzogiorno d'agosto, che a me sembrava luminoso e invece era grigio perché era già finito tutto prima di cominciare e non lo avevo capito. Poi qualche settimana dopo ho guidato decisa su quella strada e forse è stato un errore ma ormai non ha importanza. Ho continuato a fare su e giù. Un giovedì di primavera ero al volante, di nuovo. Nessun entusiasmo, solo un'amica da consolare e abbracciare. Certe strade non andrebbero percorse col magone, mai, perché ogni centimetro si porta dentro un tale carico di emozioni che poi semplicemente non ce la fa a rimanere zitto e muto. Esplode e l'unico rimedio é tenere il volante dritto e la musica alta. La strada non ha curve, solo nebbia d'inverno e afa d'estate e sempre traffico, camion, bici, lavori, signore e falò ai bordi e pattuglie della stradale e in mezzo un fiume, incroci, semafori, campi e odore di letame. Ma a me sembra che la attraversi la vita e mi piace per questo.
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martedì 7 giugno 2011

perché sì (o no)

Se volete che tutto rimanga com'è, votate no. Se volete cambiare, votate sì. Se non avete idea, votate scheda bianca. Se volete protestare, annullate la scheda. Ma andate a votare. Perché gli assenti hanno sempre torto. Perché che abbiate un'opinione o no, la possibilità di esprimerla è un valore in sé. Per rispetto verso chi vorrebbe votare e non può e lotta per questo. Perché vi costringe a pensare. Perché la democrazia non é un sistema ottimo in assoluto, ma é il migliore che abbiamo. Perché voi valete. Perché sí (o no).
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mercoledì 25 maggio 2011

global warming

Fa un caldo assassino in questa città. Ammazza le idee, attacca i pensieri ai neuroni, rende la materia grigia una sostanza vischiosa, in cui i ragionamenti si fanno strada a fatica. L'asfalto cede sotto i tacchi, sembra quasi che voglia trattenere i passi: é inutile andare da qualsiasi parte. Non troverai una giungla diversa da questa se ti sposti: é tutto immobile, afoso, silenzioso. Non c'è aria limpida, non circola niente. Non puoi fare niente: stai lì fermo e aspetta, come le lucertole al sole.
Summertime, and the living is (not) easy.
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mercoledì 11 maggio 2011

flower power

Ho sempre invidiato i fioristi. Io non riuscirei a far vivere una pianta grassa nel deserto (di farla morire al polo son buoni tutti, non vale). Per le strade i chioschetti sono macchie di colore impressioniste. Anche gli errori degli architetti possono essere coperti di fiori e diventano accettabili. I balconi sono allegri con quelle cascate che sfidano lo smog. Per non parlare dei profumi di sera del gelsomini o dei glicini o delle acacie. Amo la mia città in primavera: è forse la sua stagione migliore, insieme alle luci del natale. Adesso scendo dal tram e mi compro un mazzo di fiori.
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lunedì 9 maggio 2011

on the road

Nelle ultime due settimane sono rimasta a casa due giorni. Una buona media. Non so più come spiegare che io mi rilasso stando in giro, scegliendo ristoranti, alberghi, itinerari, molto per lavoro e un po' per svago. Le persone stentano a crederci e pensano che stia fuggendo da casa mia. Non è così. Sono solo una gran curiosa che ha imparato a viaggiare con poco. Probabilmente qualcuno prima o poi mi convincerà a diminuire i km, o forse mi seguirà nei miei vagabondaggi. O magari finirò come mia zia novantenne, che da Milano se ne andava al mare sola soletta in pullmann in tailleur e rossetto rossi. Nel frattempo, mi godo partenze e arrivi.


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Io non sono nero io non sono bianco io non sono attivo io non sono stanco io non provengo da nazione alcuna io, si, io vengo dalla luna io non sono strano io non sono pazzo io non sono vero io non sono falso io non ti porto jella né fortuna io, si, ti porto sulla luna