Non dovreste invidiarmi perchè prendo aerei, treni, taxi e dormo in camere d'albergo e sembro una trottola impazzita o una girella vagante (bellissima espressione che devo ad un amico). Bisogna essere girovaghi per vocazione per stare bene in questo tipo di vita, bisogna non essere capaci di apprezzare casa, bisogna ammettere di saper fare i conti solo con se stessi. Bisogna diventare lucidi organizzatori di ogni minuto anche se non sembra e sperare che gli altri capiscano. Bisogna essere curiosi e un po' incoscienti, il che non sempre è un bene. Bisogna essere attratti dalla semplice prospettiva di un giro di giostra, e pazienza se poi è una fregatura. Bisogna essere contagiati da questa strana sindrome del "perchè non andare a vedere?" Bisogna essere consapevoli di non saper pronunciare quelle due parole, per sempre, che individuano un legame permanente codificato. Bisogna sapere che casa è un pezzo di tappeto con il PC, un giornale e il satellite e talvolta sentirsi in colpa per questo. Bisogna capire che tornare ha senso solo se posso andar via di nuovo e sperare che qualcun altro lo capisca altrettanto bene.
Però, quelle sere che le stazioni o gli aeroporti ti accolgono con le luci o che uno sconosciuto in metro ti regala un biglietto perchè non hai da cambiare o quelle volte davanti a una cartina con la curiosità di sapere dove andare o quelle altre in cui tizi improbabili ti consigliano dove andare a mangiare, beh sono impagabili.
Ecco, ogni tanto, mi piacerebbe solo che qualcuno alla stazione mi prendesse il bagaglio solo perchè sono stanca e perchè è venuto ad aspettarmi, non perchè è un tassista e lo fa di mestiere. Ma non si può avere tutto. No? E chi lo ha detto, io voglio andare a vedere :)
I'm that kind of man who is always on the road
Wherever I lay my hat, that's my home
