not necessarily an ordinary life

mercoledì 7 marzo 2012

Il senso dell'appartenenza

Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia. E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire, perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa.


All you have to see is that I don't belong to you and you don't belong to me

domenica 4 marzo 2012

tango ilegal

Non è un pentagramma.  Le righe chiare sono le righe di una spalliera, a cui tento di aggrapparmi ogni volta che ballo. Le righe scure sono strisce di petrolio scivoloso, su cui gli altri volteggiano ma che impedisce a me di aprire le ali. Il riflesso dei lampioni è la luce per tutte le notti che ritorno a casa camminando al buio. Le ombre non sono note. Sono le mancate  risposte, gli inviti rivolti ad un'altra persona, l'aria che soffoca la gola ogni volta che infilo le scarpe. Le gambe dei ballerini sono la speranza che sempre alla fine rimane che tutto vada avanti nel migliore dei modi possibili. Io sono calma. E' che non ho il controllo sugli scherzi che il neurone combina.

I woke up in my clothes again this morning
I don't know exactly where I am
I should heed my doctor's warning
He does the best with me he can
He claims I suffer from delusion
but I'm so confident I'm sane
it can't be an optical illusion
how can you explain
shadows in the rain

venerdì 24 febbraio 2012

I'm only human, of flesh and blood I'm made

Forse Colombo sapeva cosa avrebbe trovato oltre le colonne d’Ercole, prima di varcarle? No, certo. Ebbe paura? Probabilmente sì, come abbiamo tutti paura di fronte all’ignoto. Allora perchè sfidare i limiti del mondo conosciuto mettendo a repentaglio la proprio vita? Perchè, alla fine, la sete di conoscenza e il desiderio di sfidare i nostri limiti è la ragione che ci muove ogni giorno, che ci spinge a fare le cose oggi meglio di ieri, per un domani migliore. È quello che ci rende vivi. Quello che ci rende umani.


http://www.ilpost.it/filippozuliani/2012/02/24/sulla-decrescita/

se solo ci ricordassimo di essere umani, solo umani e nient'altro che umani....

venerdì 10 febbraio 2012

Don't cry for me argentina

L'Argentina é lontanissima da qui, ma a sentirtene parlare sembra dietro l'angolo. Non sono mai stata così distante, non sono nemmeno abbastanza brava a ballare e arrivo sempre un attimo dopo o uno prima. Insomma, fuori sincrono. Sarà una mia impressione, ma a me sembra di sentire una vecchia storia. Una di quelle che si ripete sempre, una di quelle che pensavi fosse finita, archiviata, sepolta e invece torna sempre. Non so mai cosa dire, cosa fare, dove guardare, persino dove tenere le mani diventa un problema. Non lo direste mai. E invece.
They say the revolution's near
But to me it seems quite clear
That it's all just a little bit of
History repeating

lunedì 23 gennaio 2012

Il tempo che devo aspettare

Il tempo che devo aspettare e' la tua gamba che blocca la mia, il tuo braccio che mi conduce. Il tempo che devo ritmare sono i tuoi passi che seguono i miei. Il tempo che dovrò imparare a fermare e' l'attesa del tuo sguardo. Il tempo che seguira', io lo conosco e vorrei tanto non essere la cassandra di me stessa

venerdì 30 dicembre 2011

quelli che

Ormai state crescendo, state diventando una rispettabile compagnia. Le vostre ombre mi seguono, le vostre parole mi riempiono le orecchie, i vostri silenzi svuotano le mie giornate, i vostri passi accompagnano i miei. Quando sono sola e guido di notte le vostre facce diventano personaggi di una sceneggiatura mal scritta. Nelle hall degli alberghi aspettate la mia compagnia e quando passeggio la sera mi reggete la borsa. Tutti coloro che hanno lasciato cadere nel vuoto l'opportunità di camminarmi accanto uscendo dall'ombra delle mancate risposte.

martedì 20 dicembre 2011

perchè io sono ancora una scienziata, dentro

"Le gioie più grandi che mi abbia dato la mia professione sono due. La prima è quella di avere avuto la consapevolezza, per qualche istante, di essere uno tra i primi essere umani a vedere qualcosa che l’universo aveva fino a quel momento tenuto nascosto. La seconda è quella di aver visto un mio interlocutore, qualcuno magari conosciuto per caso e con cui non avrei mai più parlato in vita mia, illuminarsi per aver capito per la prima volta qualcosa che gli era sempre sembrato astruso. Non sono sicuro, lo dico onestamente, di quale tra le due sia la gioia più grande"


http://www.ilpost.it/amedeobalbi/2011/12/19/apologia-del-divulgatore/

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Io non sono nero io non sono bianco io non sono attivo io non sono stanco io non provengo da nazione alcuna io, si, io vengo dalla luna io non sono strano io non sono pazzo io non sono vero io non sono falso io non ti porto jella né fortuna io, si, ti porto sulla luna