not necessarily an ordinary life

domenica 26 giugno 2011

road to nowhere

Ci sono certe strade che ti trovi a percorrere sempre anche senza volerlo. Una di queste è una statale in Lombardia che da Milano porta quasi fino al Po. Mio padre ci passava per andare al lavoro la mattina prestissimo e io ripetevo lo stesso tragitto per andarlo a riprendere qualche volta. Dall'università in poi quella statale l'ho sempre percorsa allegra, spensierata, per tirar tardi e dormire dalle mie amiche. Poi quelle amiche si sono sposate, hanno avuto figli e io su e giù per la pianura padana sempre col sorriso. Ancora mi è capitato di andarci un mezzogiorno d'agosto, che a me sembrava luminoso e invece era grigio perché era già finito tutto prima di cominciare e non lo avevo capito. Poi qualche settimana dopo ho guidato decisa su quella strada e forse è stato un errore ma ormai non ha importanza. Ho continuato a fare su e giù. Un giovedì di primavera ero al volante, di nuovo. Nessun entusiasmo, solo un'amica da consolare e abbracciare. Certe strade non andrebbero percorse col magone, mai, perché ogni centimetro si porta dentro un tale carico di emozioni che poi semplicemente non ce la fa a rimanere zitto e muto. Esplode e l'unico rimedio é tenere il volante dritto e la musica alta. La strada non ha curve, solo nebbia d'inverno e afa d'estate e sempre traffico, camion, bici, lavori, signore e falò ai bordi e pattuglie della stradale e in mezzo un fiume, incroci, semafori, campi e odore di letame. Ma a me sembra che la attraversi la vita e mi piace per questo.
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martedì 7 giugno 2011

perché sì (o no)

Se volete che tutto rimanga com'è, votate no. Se volete cambiare, votate sì. Se non avete idea, votate scheda bianca. Se volete protestare, annullate la scheda. Ma andate a votare. Perché gli assenti hanno sempre torto. Perché che abbiate un'opinione o no, la possibilità di esprimerla è un valore in sé. Per rispetto verso chi vorrebbe votare e non può e lotta per questo. Perché vi costringe a pensare. Perché la democrazia non é un sistema ottimo in assoluto, ma é il migliore che abbiamo. Perché voi valete. Perché sí (o no).
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mercoledì 25 maggio 2011

global warming

Fa un caldo assassino in questa città. Ammazza le idee, attacca i pensieri ai neuroni, rende la materia grigia una sostanza vischiosa, in cui i ragionamenti si fanno strada a fatica. L'asfalto cede sotto i tacchi, sembra quasi che voglia trattenere i passi: é inutile andare da qualsiasi parte. Non troverai una giungla diversa da questa se ti sposti: é tutto immobile, afoso, silenzioso. Non c'è aria limpida, non circola niente. Non puoi fare niente: stai lì fermo e aspetta, come le lucertole al sole.
Summertime, and the living is (not) easy.
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mercoledì 11 maggio 2011

flower power

Ho sempre invidiato i fioristi. Io non riuscirei a far vivere una pianta grassa nel deserto (di farla morire al polo son buoni tutti, non vale). Per le strade i chioschetti sono macchie di colore impressioniste. Anche gli errori degli architetti possono essere coperti di fiori e diventano accettabili. I balconi sono allegri con quelle cascate che sfidano lo smog. Per non parlare dei profumi di sera del gelsomini o dei glicini o delle acacie. Amo la mia città in primavera: è forse la sua stagione migliore, insieme alle luci del natale. Adesso scendo dal tram e mi compro un mazzo di fiori.
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lunedì 9 maggio 2011

on the road

Nelle ultime due settimane sono rimasta a casa due giorni. Una buona media. Non so più come spiegare che io mi rilasso stando in giro, scegliendo ristoranti, alberghi, itinerari, molto per lavoro e un po' per svago. Le persone stentano a crederci e pensano che stia fuggendo da casa mia. Non è così. Sono solo una gran curiosa che ha imparato a viaggiare con poco. Probabilmente qualcuno prima o poi mi convincerà a diminuire i km, o forse mi seguirà nei miei vagabondaggi. O magari finirò come mia zia novantenne, che da Milano se ne andava al mare sola soletta in pullmann in tailleur e rossetto rossi. Nel frattempo, mi godo partenze e arrivi.


domenica 24 aprile 2011

specie protette

Ho visto l'altra sera dei fenicotteri aggirarsi in un locale. Sono arrivati in branco, tutti uguali con le loro gambe lunghe e il colorito rosa. Hanno preteso spazio, ma si sa, son specie protetta. Uno si appoggiava su una colonna, l'aria persa. Altri arrivavano a gruppi di due o tre e quando si mescolavano al gruppo non riuscivi a distinguerli. Erano tutti uguali.
Noi ci siamo spostate un po' in là, perché volevamo osservarli, da vere birdwatchers. Abbiamo cercato di capire il loro comportamento. Abbiamo desistito. Nulla da segnalare. Come tutte le specie protette di questa città, fanno di tutto per farsi notare ma poi non c'è niente di significativo da annotare.
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domenica 10 aprile 2011

Space, man!

Da 50 anni esatti siamo nello spazio. Mi pare un'ottima occasione per riascoltare, in rigoroso ordine sparso:

Rocket man-Elton John: tutta questa scienza, io non la capisco. E' solo il mio lavoro, cinque giorni alla settimana.

Space oddity-David Bowie: nessun commento è abbastanza. A Gagarin è fortunatamente andata molto meglio che al maggiore Tom.

Defying gravity-Wicked: magari Gagarin prima di partire avrà sussurrato a sua moglie: dammi un bacio, ciao ciao, provo a sconfiggere la forza di gravità.

The return of the space cowboy-Jamiroquai: e magari in orbita si balla!

Man on the moon-REM: lo so, non c'entra niente. But if you believe they put a man on the moon...

Spaceman-Babylon zoo: e sicuramente avranno detto a Gagarin: space, man. I always wanted you to go into space, man!

Extraterrestre-Eugenio Finardi: ma sicuramente Gagarin avrà pensato in un qualche momento: voglio tornare indietro a casa mia...

Starman-David Bowie: mah, forse magari Gagarin l'ha incontrato e non ce l'ha mai detto...

Walking on the moon-Police: Giant steps, we could walk forever..

Sul bel Danubio blu-Richard Strauss: io sono una patita del genere, d'accordo. ma solo io quando ascolto il valzer penso alle astronavi bianche che danzano e non a Vienna, al concerto di Capodanno o al ballo delle debuttanti?

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Io non sono nero io non sono bianco io non sono attivo io non sono stanco io non provengo da nazione alcuna io, si, io vengo dalla luna io non sono strano io non sono pazzo io non sono vero io non sono falso io non ti porto jella né fortuna io, si, ti porto sulla luna