Io dico un mare di cazzate, non cito il piccolo principe, non ho letto il don chisciotte, non so giudicare le persone. Io mi fido di quello che dici e ci credo sempre, accidenti a me. Io non so fare la tara alle tue frasi. Ma tu hai detto che non hai più pazienza e io adesso da chi imparo? Come faccio a tirarti su il morale? Vorrei avere il potere di cancellare i messaggi pessimisti, i mancati sorrisi e la maschera del clown triste. Io vorrei vedere il cavaliere, ma non so dov'è la bacchetta magica per farlo apparire. Non mi dire che l'ho solo sognato e che non esiste più. Non sono nessuno per pretenderlo e per sostenere che saresti più felice se ogni tanto tornasse. E' solo la mia personalissima opinione, ma io non so giudicare le persone, dico un mare di cazzate e sono troppo buona.
ALegalAlien
not necessarily an ordinary life
venerdì 20 novembre 2009
martedì 10 novembre 2009
la via di mezzo
"La scienza ha a che fare con un misto apparentemente contraddittorio di atteggiamenti: da un lato richiede un'apertura quasi totale verso tutte le idee, non importa quanto strane e bizzarre possano sembrare, una propensione per la meraviglia. Quando cammino, il mio tempo rallenta; mi restringo nella direzione del moto, e divento più massiccio. È una follia! Nel mondo microscopico, una molecola può trovarsi in questa posizione, in quella posizione, ma non può stare in una qualunque posizione intermedia. Anche questa è bella! Ma la prima è una conseguenza della teoria della relatività, la seconda della meccanica quantistica. Ci piaccia o no, il mondo è fatto in questo modo. Se insistete che è ridicolo, sarete per sempre tagliati fuori dalle grandi scoperte della scienza. Ma allo stesso tempo, la scienza richiede lo scetticismo più vigoroso e privo di compromessi, perché le idee sono, per la maggior parte, semplicemente sbagliate, e il solo modo per selezionare quelle giuste è tramite esperimenti e analisi. Troppa apertura, e vi troverete a accettare ogni nozione, idea e ipotesi—che è come non conoscere niente. Troppo scetticismo—specialmente il rifiuto di nuove idee prima che esse siano adeguatamente messe alla prova—e non solo sarete sgradevolmente scorbutici, ma anche chiusi di fronte al progresso scientifico. Quello di cui abbiamo bisogno è una giudiziosa via di mezzo."-Carl Sagan, trovata qui.
Sono da sempre in bilico, tra i "perchè no?" e i "perchè sì!" Ma provare, riprovare e provare ancora è l'unica strada, mi sa.
giovedì 5 novembre 2009
le pareti bianche
Quest'uomo ha saputo raccontare benissimo quello che ho pensato io. E toglierei i crocefissi così come ogni altro simbolo, per il motivo semplice che se una parete è bianca una persona ci può vedere quello che vuole ed è costretta a fare uno sforzo per immaginare come e se la vuole riempire. Se se la trova già occupata da qualcosa, sarà più difficile pensare che potrebbe essere diversa.
Io non mi ricordo proprio se quando andavo a scuola il crocifisso c'era oppure no. Alle elementari ho una vaghissima immagine di una croce rotta nel cassetto della cattedra. E mi ricordo anche un prete intelligente che non ci riempiva la testa di chiacchiere e nemmeno di "volemose bene" a suon di chitarre ma ci leggeva il nuovo testamento, apocalisse compresa, senza star lì troppo a spiegare. Credeva nel potere della parola, così come è scritto: in principio era il Verbo. Il vangelo è stato uno dei primi libri che ho letto, grazie a quel prete, a cui non importava niente del crocefisso sulla parete perchè quello che aveva da dire, o meglio da leggere, era tremendamente più importante, era niente di meno che la Parola di quel Dio a cui si era consacrato. Non era un fanatico e non ha mai tentato di convincere nessuno, tantomeno dei bambini. Si limitava a leggere a voce alta oppure a correggere quando leggevamo noi.
Io sono giunta a conclusioni diverse da quel prete. La sua lezione però non l'ho più scordata: leggere, guardare, ascoltare, prima di parlare o spiegare o riempire pareti bianche.
Per la cronaca, la parete più lunga in casa mia è chiara e sopra c'è solo la luce riflessa dal soffitto di due lampade a stelo. Mi piace guardarla e immaginarci sopra quello che voglio, o anche nulla.
martedì 3 novembre 2009
la vita imita l'arte/2
Politici che pagano i trans, anzi no la cocaina, anzi no i carabinieri che li ricattavano. Pensano che i ricattatori si accontentino di assegni bloccati e poi spariscano. I ricattatori hanno girato un video, anzi no, non si fanno più vivi. Il video l'hanno visto più o meno tutti, anzi no, nessuno l'ha voluto. Il presidente del consiglio avvisa il politico e gli consiglia di comprare il video, anzi no di andare dai magistrati. Ma non sembra di essere in quel film dei fratelli Coen, Burn after reading? Solo che la sceneggiatura è meno brillante e mancano sia Brad Pitt che George Clooney. Però tutti ci fanno la figura dei pirla, come si dice qui.
mercoledì 28 ottobre 2009
la vita imita la letteratura
"Qualcuno doveva aver calunniato silviob., (o marazzo, o mastella, o chi volete voi) perché senza che avesse fatto niente di male, una mattina fu arrestato (o si dimise, o accusò la stampa, a seconda del soggetto)".
E se invece una volta tanto prendessimo questo incipit da imitare:
"(personaggio a scelta), svegliatosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo ".
N.B. e ci va già bene che si imiti la buona letteratura: a volte, nemmeno quella.
E se invece una volta tanto prendessimo questo incipit da imitare:
"(personaggio a scelta)
N.B. e ci va già bene che si imiti la buona letteratura: a volte, nemmeno quella.
ci sono già passata..
Angels with silver wings shouldn't know suffering
I wish I could take the pain for you
coraggio amico, lo so perchè ci sono già passata: tra un po' ci ridiamo sopra davanti a una media rossa. Ora è un po' presto. Prima c'è l'incredulità, poi la rabbia, la delusione, gli scatti d'orgoglio. Poi la cicatrice si forma e la pelle è nuova. Fidati, questa incrollabile ottimista mai abbastanza cinica non ha mai nascosto la sofferenza ma non ti ha mai nemmeno raccontato una sola bugia.
martedì 27 ottobre 2009
le mille luci di NY
Da un paio di giorni il buio scende presto. Pur amando il sole, a me non dispiace, perchè significa che le strade della città si riempiono di luci prima. Non vedo l'ora che si accendano le luminarie di Natale. Uscirei tutti i giorni verso sera solo per godermi le luci delle macchine, le insegne dei negozi, la gente che si affretta. Ieri pomeriggio sul tardi ero in giro in bici in centro all'inizio di una discesina e vedevo tutto questo da sopra e nella mia testa risuonava la rapsodia in blu. Po-po-po-poo, una pedalata ed ero a Manhattan.
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