not necessarily an ordinary life

giovedì 11 settembre 2014

Il paziente 07

Sul davanzale sono appoggiati  pochi fogli che non ho il coraggio di leggere, fino a quando non prevale il senso del dovere. Vado all'ultima pagina, dove vedo scritto nero su bianco che nessuno è arrivato in tempo per un ragazzo di 27 anni. Sì, lo so che il mio mestiere é leggere fragili vite nelle cartelle cliniche, lo so che non avrei potuto fare niente, lo so che lui non é nemmeno l'unico. E che mi aspettavo? Non sto valutando copioni di Hollywood. La vita *è* ingiusta, crudele a volte, casuale, senza senso. In mille discussioni l' ho sostenuto e questa adesso è solo un'altra dimostrazione. 
Io non ho quel tipo di dono, quello di saper pensare qualcosa di grande lassù che giustifichi a me stessa o agli altri questo incoerente mondo quaggiù. Se però trovate grazia e bellezza, che sono diffuse alquanto ma spesso non riconosciute, prendetevele e godetevele, un po' anche in nome del paziente 07, screening failure per evento avverso serio di massima gravità.  

Io poi ho controllato che tutto fosse in ordine, ho firmato i miei documenti e me ne sono andata. Nient'altro potevo aggiungere e nient'altro ho fatto dopo. Però ci ho messo giorni per raccontare tutta la storia a qualcuno che non fosse un mio collega.

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Io non sono nero io non sono bianco io non sono attivo io non sono stanco io non provengo da nazione alcuna io, si, io vengo dalla luna io non sono strano io non sono pazzo io non sono vero io non sono falso io non ti porto jella né fortuna io, si, ti porto sulla luna