not necessarily an ordinary life

martedì 18 ottobre 2011

signor giudice

Voi volete la verità: se c'é un reato dev'esserci un colpevole. E avete ragione, sapete, in linea di principio. Il problema è che la verità deve essere dimostrabile secondo regole condivise, altrimenti si chiama opinione. Legittima, razionale, argomentata, ma opinione. Sì, rientrano nella categoria anche i dogmi. Quindi se non ci sono prove o se sono contestabili, la verità non esiste. Le cose potrebbero essere andate in un modo oppure in un altro e non lo possiamo sapere fino a che non raccogliamo nuove prove. Oppure sappiamo benissimo cosa è successo ma non lo possiamo dimostrare, il che é lo stesso. Non è nemmeno detto che la ricostruzione dei fatti dettata dalle prove sia quella che si é effettivamente svolta. È solo quella dimostrabile, ma non ne esiste altra. È tutto quello che abbiamo ma non é poco e non credete a quelli che vorrebbero la verità vera.
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venerdì 23 settembre 2011

la verità, vi prego, sull'amore

E comunque, quello che non sono ancora riuscita a capire è il motivo. Perchè tutta quella musica, i libri le risate, la birra, il vino, se poi volevate solo me senza conoscermi.

A volte serve un motivo, un motivo
Certi giorni ci chiediamo è tutto qui
e la risposta è sempre sì

martedì 6 settembre 2011

numb3rs

Hai detto che ti piacciono i numeri. Anche a me, fondamentalmente perchè hanno sempre una storia da raccontare. Sanno parlare anche quelli anonimi, non solo quelli famosi. Se li metti in fila, ognuno avrà una voce diversa, ma insieme comporranno una trama. Quando ero al liceo i numeri ballavano sul foglio e io li dirigevo: bastava stare ad ascoltare dove volevano andare. Succede anche con le parole e con le note, ma i numeri sono più diligenti e tollerano meno dissonanze ed errori. Sono irrigimentati in righe o colonne ma non ne sono prigionieri: sono inframmezzati da simboli ma loro trovano il modo di risaltare sempre. I numeri descrivono paesaggi, popolazioni e società e sono sempre diversi ma non cambiano mai. Sono pazienti: rimangono lì, in attesa che qualcuno li ascolti e li tratti come meritano e magari tiri fuori da loro una legge, una soluzione, un'incognita da scoprire. Come certe persone, non si svelano facilmente se non a chi mostra per loro un minimo di attenzione e possono sembrare taciturni ma nascondono mondi infiniti e impensati. Basta a volte davvero poco: chiedete e vi sarà risposto.

godot fra i due neuroni

-Stai già partendo in quarta. Aspetta!
-Cosa?
-Un simbolo, un segno, un segnale....
-Qualcosa tipo una croce nel cielo?
-Ecco, lo vedi, non mi prendi sul serio.
-No, lo ammetto, preferisco fare di testa mia.
-Non che i risultati abbondino, ma lasciamo perdere...
-Ma sì, succederà come tutte le altre volte, non ti preoccupare.
-E' appunto questo che preferirei evitare.
-Anche io, ma sembra che non ci sia verso.
-Ma certo che c'è: devi vedere, capire, aspettare...
-Cosa?
-Un segno, un segnale...

mercoledì 20 luglio 2011

la pala gira

Questo albergo ha sicuramente conosciuto tempi migliori, ma è costato poco e ci rimarrò una notte soltanto. La camera è piccola, senza aria condizionata. C'è un ventilatore sul soffitto. La pala gira ma sposta solo aria calda. Fuori non c'è sole, ma è solo l'afa che lo nasconde. La pala gira e non vale la pena farsi una doccia, già respirare costa fatica. La pala gira, tanto lo so che tra un attimo non sarò più cosciente, cadrò in un sonno senza sogni. La pala gira e sta esattamente sopra la mia testa, chissà con che cosa la avranno fissata. La pala gira e non disturba nemmeno la colonna di moschini impavidi accanto al lavabo. La pala gira e si porta dietro il soffitto e la sua ombra. La pala gira, oddio, non è che mi sta ipnotizzando? La pala gira, ma accidenti, il movimento non doveva essere un'illusione, eh, Zenone? Achille non raggiungerà la tartaruga e io non arriverò a spegnere la luce, con le mani piccole che mi ritrovo. La pala gira, ma vuoi vedere che ha capito tutto lei, che va avanti anche se è palesemente inutile il suo sforzo. La pala gira, ma io ormai quasi dormo e se non la guardo forse smetterà. O ha già smesso, tanto è uguale, tanto è tutto immobile, tanto non serve. La pala gira, buonanotte.

Questa camera d'albergo esiste solo nella mia mente, però grazie a:
- i moschini in colonna in una pensioncina di Oporto
-l'afa soffocante di Malta
-la pala che girava in non mi ricordo più che paesino in Francia o era Grecia, o Spagna chi lo sa?
-quelle sere che mi addormento sul divano o sul tappeto, a casa mia

domenica 26 giugno 2011

road to nowhere

Ci sono certe strade che ti trovi a percorrere sempre anche senza volerlo. Una di queste è una statale in Lombardia che da Milano porta quasi fino al Po. Mio padre ci passava per andare al lavoro la mattina prestissimo e io ripetevo lo stesso tragitto per andarlo a riprendere qualche volta. Dall'università in poi quella statale l'ho sempre percorsa allegra, spensierata, per tirar tardi e dormire dalle mie amiche. Poi quelle amiche si sono sposate, hanno avuto figli e io su e giù per la pianura padana sempre col sorriso. Ancora mi è capitato di andarci un mezzogiorno d'agosto, che a me sembrava luminoso e invece era grigio perché era già finito tutto prima di cominciare e non lo avevo capito. Poi qualche settimana dopo ho guidato decisa su quella strada e forse è stato un errore ma ormai non ha importanza. Ho continuato a fare su e giù. Un giovedì di primavera ero al volante, di nuovo. Nessun entusiasmo, solo un'amica da consolare e abbracciare. Certe strade non andrebbero percorse col magone, mai, perché ogni centimetro si porta dentro un tale carico di emozioni che poi semplicemente non ce la fa a rimanere zitto e muto. Esplode e l'unico rimedio é tenere il volante dritto e la musica alta. La strada non ha curve, solo nebbia d'inverno e afa d'estate e sempre traffico, camion, bici, lavori, signore e falò ai bordi e pattuglie della stradale e in mezzo un fiume, incroci, semafori, campi e odore di letame. Ma a me sembra che la attraversi la vita e mi piace per questo.
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martedì 7 giugno 2011

perché sì (o no)

Se volete che tutto rimanga com'è, votate no. Se volete cambiare, votate sì. Se non avete idea, votate scheda bianca. Se volete protestare, annullate la scheda. Ma andate a votare. Perché gli assenti hanno sempre torto. Perché che abbiate un'opinione o no, la possibilità di esprimerla è un valore in sé. Per rispetto verso chi vorrebbe votare e non può e lotta per questo. Perché vi costringe a pensare. Perché la democrazia non é un sistema ottimo in assoluto, ma é il migliore che abbiamo. Perché voi valete. Perché sí (o no).
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Io non sono nero io non sono bianco io non sono attivo io non sono stanco io non provengo da nazione alcuna io, si, io vengo dalla luna io non sono strano io non sono pazzo io non sono vero io non sono falso io non ti porto jella né fortuna io, si, ti porto sulla luna