not necessarily an ordinary life

giovedì 26 dicembre 2013

L'anno che verrà

L'anno che verrà prima di tutto sarà pari e già per questo mi sembra più tondo e più accogliente. Dev'essere per quella proprietà dei numeri pari di essere divisibili esattamente a metà, senza lasciare resti da attribuire, senza vincitori e vinti. L'anno che verrà sta nel futuro e quindi solo per questo è plasmabile e malleabile, non è come l'anno passato che ormai non si può più cambiare e quindi è fisso e immutabile: niente più aspettative, niente speranze. L' anno vecchio porta solo risultati e consuntivi: io non li amo particolarmente perchè preferisco pensare a quello che ciascuno può ancora dare piuttosto che a quello che è già stato fatto. L'anno che verrà è creta da plasmare, la mano ancora da giocare, l'idea che non hai ancora avuto, il tempo da inventare. Io non so dire se l'anno che verrà sarà davvero migliore, ma il fatto stesso che sarà diverso me lo rende già simpatico.

1 commenti:

Ugo Boasso ha detto...

"... la mano ancora da giocare" ci piace e per questo concordo con il fatto che il 2014 ci da l'idea di simpatia!
Buon anno!!

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Io non sono nero io non sono bianco io non sono attivo io non sono stanco io non provengo da nazione alcuna io, si, io vengo dalla luna io non sono strano io non sono pazzo io non sono vero io non sono falso io non ti porto jella né fortuna io, si, ti porto sulla luna